Revistes Catalanes amb Accés Obert (RACO)

Per un'etica degli scambi economici. La funzione civile del mercato in Eiximenis e nella pedagogia politica francescana (1273-1493)

Paolo Evangelisti

Resum


Nell’ultimo ventennio storici e filosofi hanno individuato e sottolineato i limiti di una scienza politica fondata unicamente su prospettive descrittive e normative, su
modelli ermeneutici che costruiscono, su queste basi etiche pubbliche e categorie esplicative delle organizzazioni civili e politiche. In questa prospettiva, critica, è evidente l’opportunità di un approccio euristico capace di analizzare le parole, i lessemi di lunga durata —appartenenti al lessico politico— non come entità sigillate, chiuse nel loro valore semantico attuale, ma come termini, territori di confine di linguaggi, spie di una stratificazione epocale che restituisce a quelle parole densità storica e spessore concettuale.
In quest’ottica ho studiato alcuni testi appartenenti ad una amplissima testualità francescana offerta, quale testualità politica consiliativa a supporto di istituzioni
civili ed economiche nell’ambito dei paesi del Mediterraneo Occidentale nel corso del Basso Medioevo da Arnau de Vilanova, Ramon Llull, Francesc Eiximenis, Roberto
Caracciolo, Bernardino da Feltre. Essi esprimono una testualità che ha un preciso e ben determinato obiettivo analitico: la comprensione delle strutture comunitarie,
dell’esercizio del potere, degli scambi nel mercato. Quest’ultimo identificato qual estruttura comunitaria, ovvero una vera e propria agorà civica all’interno della quale la dinamica delle negoziazioni non riguarda solo le merci ma implica anche una riflessione sui pre-requisiti che legittimano l’esistenza del mercato. I francescani, e segnatamente i testi eiximeniani, rivelano una spiccata capacità di interrogarsi sulle ragioni fondative del mercato e del denaro, sulle funzioni civili degli scambi economici e del credito.

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